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Sostegno ai contadini per il ripristino dell'agricoltura

Tra gli obiettivi principali di Azadì vi è un progetto di sostegno ai contadini profughi kurdi per ripristinare il sistema agricolo distrutto a seguito della guerra, con la restituzione delle terre ai contadini deportati nei campi profughi.

Cinquemila villaggi rurali dall’80 sono stati rasi al suolo col tritolo dalle truppe di Saddam Hussein. Il dittatore iracheno, forte del silenzio delle diplomazie internazionali, accusava i contadini di connivenza con la resistenza armata del Kurdistan. Un’azione di pulizia etnica che avrebbe dovuto consentire agli Arabi vicini a Saddam Hussein di prendere possesso di terre ricchissime. Ma i beduini non hanno vocazione per l’agricoltura. Nessuno ha preso il posto dei contadini kurdi.

E’ fallito anche l’intento di fiaccare la resistenza kurda. La disperazione che serpeggia tra le famiglie private d’ogni mezzo di sostentamento ha reso ancora più aspro l’odio contro il dittatore iracheno.

Il popolo kurdo ha una forte vocazione per l’agricoltura. Gran parte dei Kurdi, prima delle deportazioni, viveva dei frutti della terra. I bombardamenti con fosforo e napalm, le mine disseminate tra i terreni fertilissimi della Mesopotamia, le deportazioni di Saddam Hussein hanno reso aridi migliaia di ettari di campi coltivati in Kurdistan.

Tra i progetti già finanziati da un precedente intervento di Azadì in Kurdistan vi è quello dell’apicoltura. Diverse arnie sono state realizzate grazie ai fondi raccolti in Italia.

Anche la Turchia ha avviato la medesima politica di pulizia etnica. Tremila villaggi del Kurdistan turco sono stati rasi al suolo col tritolo. I profughi sono dovuti fuggire nei campi del Kurdistan iracheno, sospinti dai tanti carri armati che la Germania aveva donato alla Turchia in base al trattato di alleanza atlantica.

La campagna di sterminio continua anche oltre confine. Truppe turche oltrepassano spesso la linea di demarcazione per azioni nei campi profughi del Kurdistan iracheno. In questa situazione la comunità internazionale resta indifferente e spesso anche la stampa è assente.

Negli ultimi anni con l’aiuto di varie organizzazioni non governative europee è stata ricostruita una parte dei villaggi, ma ancora oggi è rimasto molto da fare per la gravissima situazione economica.

Noi di Azadì cerchiamo di aiutare i contadini perché il Kurdistan è il paese meglio dotato del medio Oriente per quanto riguarda le risorse naturali. E' una terra ricchissima di acque, alimentate dal disgelo delle nevi delle montagne.

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