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Origine storica

I Kurdi sono un popolo di origine indoeuropea, tra i più antichi del medio Oriente. Le testimonianze storiche intorno alla loro esistenza risalgono al 2000 a.C. Senofonte fu il primo a dare un numero maggiore di notizie sui Kurdi nell'"Anabasi" (401 a.C.). I Kurdi sono discendenti dei Medi che nel VI secolo a.C. fondarono il grande omonimo Impero. Nel VII secolo d.C. iniziò l'espansione arabo-islamica. Dopo numerose guerre, i Kurdi vennero sottomessi agli Arabi e l'Islam a poco a poco divenne la loro religione. Essi contribuirono a svilupparne l'espansione e fondarono numerosi Regni autonomi come Al-Shadadi (950-1177) nel nord del Kurdistan, Al-Husnawi (950-1015) nel sud, e Al-Marwani (990-1096) ad ovest. La dinastia kurda degli Ayubidi (il cui rappresentante più famoso fu Sala-adin Al-Ayubi, detto Saladino) fondò un grande stato musulmano (1169-1250). Nel X-XV secolo il Kurdistan ha subito numerose invasioni straniere, dei Turchi Selgiucidi (1051), dei Mongoli (1231) e di Tamerlano (1402), che hanno ostacolato ulteriormente lo sviluppo economico, sociale ed urbano dei Kurdi.

Nel 1500 i Kurdi si divisero nell’appoggiare i due imperi, quello ottomano e quello persiano. Nel 1514, con la vittoria di Cialdiran degli Ottomani, la maggior parte delle tribù passò dalla loro parte e in cambio ottennero il riconoscimento di una serie di principati indipendenti alla cui testa furono messi capi discendenti dalle antiche famiglie.

Nacquero così numerosi principati e piccoli stati indipendenti con la sola condizione di pagare tributi al sultano e la fornitura di milizie in caso di guerra. Questo periodo è costellato da varie rivolte con cui le tribù kurde cercarono di trarre il massimo vantaggio politico dall’ostilità dei due imperi. Nel 1639 un trattato di pace tra questi ultimi sancisce la spartizione in zone di influenza del Kurdistan.

Fino al XIX secolo la situazione si stabilizza tra l’autorità dei due imperi e l’esistenza di piccoli stati indipendenti si realizza una zona cuscinetto senza un' armonia tra le varie tribù.

Tutto il 1800 fu costellato da rivolte dei Kurdi contro il potere del sultano, scaturite da una modernizzazione di tipo occidentale, come il servizio militare obbligatorio, il sistema dei tributi e la sostituzione dei capi ereditari con governatori turchi dell’impero ottomano che mettevano in crisi il sistema medioevale kurdo.

Le due più importanti rivolte furono quella del 1853-1856 e quella del 1880. La prima riuscì a coinvolgere tutta la popolazione kurda sotto la guida di Yazdansher. Questi, alleandosi con i cristiani, costituì un esercito di centomila uomini, ma la rivolta fu soffocata dall’intervento militare inglese. Anche la seconda coinvolse tutto il popolo kurdo e molte altre minoranze religiose ed etniche. Poté essere soffocata solo con l’alleanza dei due imperi che per l’occasione riuscirono a superare le loro ostilità.

Nei primi del novecento cambia la politica dell’Impero ottomano verso i Kurdi. Vennero riconosciuti i loro capi feudali, vennero arruolati reggimenti irregolari sotto il controllo dei capi feudali che ebbero grande importanza nel controllo dei confini caucasici dell’impero e per la repressione degli Armeni, finché nel 1908 la rivoluzione dei giovani Turchi fece nascere l’entusiasmo di tutti i movimenti nazionalistici dell’impero.

Gli anni successivi videro nascere una serie di iniziative politico culturali da parte di intellettuali di formazione europea e turca, con una marcata connotazione nazionalista, ma ben poca influenza ebbero in Kurdistan, che rimaneva tenacemente feudale. La guerra interruppe questa attività e le pubblicazioni di giornali in lingua kurda.

Con la Prima Guerra Mondiale i Kurdi si allearono con i Russi contro l’Impero ottomano e il territorio kurdo fu teatro di scontri fra Turchi russi e Inglesi che provocarono moltissime vittime tra i civili. Inoltre l’Impero per colpire le rivolte varò una legge di deportazione delle popolazioni delle provincie dell’Anatolia. L’evacuazione coinvolse 700 mila Kurdi, molti dei quali morirono durante il trasferimento. Molte vittime civili furono fatte dalla fame che colpì tutta la zona del Kurdistan, anche i territori non coinvolti dalla guerra. Si può calcolare che le vittime negli anni della guerra furono circa 600 mila.

Durante la guerra, nel 1916 già i rappresentanti di Francia, Inghilterra e Russia, ancor prima della vittoria, si erano spartite le zone di influenza. Il Kurdistan era stato diviso in tre parti: il Kurdistan meridionale tra Francia e Inghilterra e i distretti nord orientali alla Russa zarista.

Solo dopo l’armistizio sorsero nuove organizzazioni di poco peso politico, finchè, nel 1927 si unificarono nella Lega nazionale kurda Hoybu. L’idea nazionalista si rafforzò e si tentò di portarla a livello internazionale per la sua affermazione.

Nel 1919 sia gli Armeni che i Kurdi presentarono le loro rivendicazioni di autonomia alla Conferenza di Parigi. Col trattato di Sèvres, negli articoli 62,63 e 64 ai Kurdi viene riconosciuta l’indipendenza, dato che alle grandi potenze interessava costituire uno stato cuscinetto tra la Russia e la Turchia. Il trattato fu molto fragile e scatenò la guerra turca contro i Greci. Con la vittoria turca nel 1922 tutte le scelte precedenti furono messe in discussione e il trattato di Losanna segnò il tradimento dei precedenti accordi dei vincitori con Kurdi e Armeni, i quali non furono invitati e i loro territori furono divisi tra Turchia, Siria e Iraq.

Questa divisione fu successivamente confermata nel 1925 dal Consiglio della Società delle Nazioni che sancì la definitiva spartizione del territorio del Kurdistan a cinque stati.

Da tale epoca fino ad oggi, l'unica ulteriore occasione di indipendenza per i Kurdi fu la fondazione della repubblica di Mahabad il 22 gennaio 1946, in Iran. A questa esperienza parteciparono i leader kurdi della Turchia, della Siria e dell'Iraq in vista di una futura riunificazione nazionale. Nel novembre 1946, le truppe iraniane invasero i territori della Repubblica kurda. Tutti i componenti del governo kurdo furono arrestati, il 13 marzo 1947 il presidente Qazi Muhamad ed altri due ministri furono impiccati pubblicamente proprio sul luogo dove era stata proclamata la Repubblica. Le scuole kurde furono chiuse, i libri stampati in kurdo furono bruciati, centinaia di membri del governo furono uccisi e fu distrutto ogni segno del periodo repubblicano.

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