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A Kirkuk e Bassora l'orrore delle fosse comuni
di Leonardo Sacchetti (L'Unità 17.04.2003)

«Non vi immischiate». È la frase che alcuni testimoni oculari ricordano dei mesi dell’«Operazione Anfal» contro i curdi, alla fine degli anni ‘80. Con la caduta del regime di Saddam Hussein, tutte le divisioni e i rancori della complessità irachena stanno tornando a galla, insieme ai morti dimenticati del regime del raìs di Baghdad. Ieri, miliziani peshmerga (la guerriglia curda) hanno diffuso la notizia del ritrovamento di una enorme fossa comune con almeno 2mila cadaveri. «In maggioranza - ha detto Dumeetha Luthra, giornalista della Bbc presente sul posto - sono persone con ancora addosso abiti civili». La fossa comune ritrovata dai peshmerga in un accampamento militare abbandonato a sud di Kirkuk potrebbe essere una delle tante usate dal regime di Saddam Hussein durante l’offensiva contro i curdi nel nord dell’Iraq (l’«Operazione Anfal», appunto) e per questo gli Usa hanno già inviato un’equipe di medici legali sul posto. «”Non vi immischiate”, ci dicevano i soldati di Saddam per tenerci lontani», hanno ricordato ieri alcuni curdi sopravvissuti alle stragi perpetrate dal raìs nel 1988.

«Queste fosse comuni - hanno raccontato alcuni testimoni - furono scavate proprio in quei mesi, in gran segreto. Le truppe di Saddam tenevano tutti alla larga da queste zone». Secondo le poche notizie raccolte dalla giornalista della britannica Bbc (l’unica giornalista presente al ritrovamento della fossa), alcune delle tombe riesumate erano contrassegnate mentre altri corpi portavano ancora la divisa delle milizie curde. Il ritrovamento dei peshmerga potrebbe far luce sugli eccidi organizzati nel Kurdistan iracheno alla fine degli anni ‘80 - e che costarono la vita a 100mila persone - dal cugino di Saddam, quel Alì Hassan al-Majid, detto «Alì il chimico», dato per morto durante i bombardamenti su Bassora nei primi giorni della guerra.

Dalla città meridionale di Bassora è giunta la notizia del ritrovamento di altre cinque fosse comuni nei pressi della cittadina di Al Zubeiri. La notizia di tale ritrovamento è stata confermata dal Centcom del Qatar anche se il generale americano Vincent Brooks non ha chiarito quanti corpi contengano queste cinque fosse nè quando siano state scavate. I due ritrovamenti, probabilmente, segnano un punto importante nella ricostruzione degli ultimi anni della dittatura di Saddam. Se a nord i nemici del regime erano soprattutto i curdi, al sud è ipotizzabile che le fosse comuni possano contenere i resti degli oppositori sciiti (la maggioranza della popolazione araba in Iraq) al regime di Saddam (di credo sunnita) ribellatisi al raìs durante la Prima Guerra del Golfo.

La ricerca delle fosse comuni in Iraq è uno dei compiti che il governo di Washington ha affidato a un gruppo di organizzazioni internazionali per stilare un rapporto sulle barbarie della dittatura irachena. Una di queste è la londinese «Indict», finanziata dall’«Iraqi liberation act» (emesso dall’amministrazione Usa) con tre milioni di dollari per ricercare le prove di queste fosse. «Appena caduto Saddam - ha dichiarato Charles Forrest, direttore della “Indict” - siamo stati letteralmente travolti da una enorme quantità di segnalazioni da parte di testimoni a carico del regime». Con la caduta del regime baathista a Baghdad, la difficoltà maggiore, per queste organizzazioni, è la fase di controllo e conferma delle tante testimonianze. Inoltre, ancora è tutto aperto il discorso su chi e dove dovrà avviare dei processi per stabilire le responsabilità dei crimini commessi durante la dittatura di Saddam. Istituire un tribunale internazionale ad hoc? Appoggiarsi a quello dell’Aja per i crimini della ex-Jugoslavia? Molte cancellerie europee sembrano puntare sullo svolgimento di processi direttamente in Iraq e svolti da corti irachene.

Il ritrovamento delle fosse comuni, sia a Kirkuk che a Bassora, ha fatto aumentare le tensioni inter-etniche e inter-religiose nel nuovo Iraq. Mentre gli Usa sono pronti a inviare centinaia di militari a presidiare i «fortini» nel Kurdistan iracheno, continuano gli scontri tra peshmerga curdi, da una parte, e arabi e turcomanni, dall’altra. Nel mezzo, secondo il comando delle milizie curde, ci sarebbero ancora sacche di potere nelle mani degli uomini del partito Baath, quello di Saddam, soprattutto lungo il confine con la Siria.

A Mosul, poi, il Fronte turcomanno iracheno (Itc) è andato all’attacco del Partito democratico curdo (Pdk) di Massud Barzani, reo - secondo la minoranza turca - di aver occupato tutti i ruoli chiave della nuova amministrazione e di aver iniziato la costruzione di un loro Stato indipendente. Stessa accusa è rivolta dall’Itc all’altro movimento curdo, l’Unione patriottica (Puk) di Jalal Talabani, per quanto riguarda la formazione delle nuove autorità a Kirkuk.

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