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Introduzione
Azadì (Libertà) è l'Associazione umanitaria
e indipendente per la solidarietà con il popolo kurdo,
è stata fondata a Catania nel 1993, è iscritto
nel Registro Generale Regionale delle organizzazioni di
volontariato. Si pone come obiettivo prioritario, la solidarietà
nei confronti del popolo Kurdo affinché il "dramma
dei Kurdi" vada oltre il disinteresse della stampa,
dell'opinione pubblica,degli organismi internazionali e
sia mirata a far sì che il popolo kurdo abbia il
diritto di esistere.
Il dramma dei Kurdi, a cui la comunità internazionale
sta assistendo, è privo di una globale soluzione
politica. L'informazione e la sensibilizzazione sulla realtà
del popolo kurdo, indipendentemente dai confini statali
in cui vive, per il tramite di mostre, dibattiti, incontri,
concerti, spettacoli sono i nostri strumenti nonviolenti
di pace "istigatori"degli organismi nazionali
e internazionali, unici soggetti deputati a porre fine al
continuo massacro (donne e bambini compresi!) in corso nel
territorio del Kurdistan.
La guerra del Golfo ha portato la questione kurda per la
prima volta di fronte all'opinione pubblica, alla ribalta
della politica internazionale e l'ha fatta divenire uno
dei problemi centrali del medio Oriente. Tuttavia la tragedia
kurda è antica, l'elenco dei massacri subiti da questo
popolo è lungo.Nel passato la Comunità internazionale
è stata impassibile di fronte allo sterminio della
popolazione kurda perpetrato dall'Iran, dall'Iraq, dalla
Siria e dalla Turchia. Il problema non nasce con la crisi
del Golfo, ma ha radici lontane nella storia, che risalgono
all'epoca del Colonialismo europeo del secolo scorso. Quindi
una buona parte dell'attuale sofferenza del popolo kurdo
è da attribuirsi alle Potenze europee di ieri come
di oggi, che all'indomani della Prima Guerra Mondiale hanno
smembrato il Kurdistan e consegnato la sorte del popolo
kurdo a regimi sempre più repressivi e dittatoriali.
Oggi, la cattura di Abdulla Ocalan, leader del partito
operaio kurdo PKK, si qualifica come un vero e proprio tradimento
nei riguardi del popolo kurdo e della sua causa, l'associazione
esprime grande preoccupazione per la sua sorte.
Mentre risulta preziosa qualsiasi forma di aiuto umanitario,
tuttavia una vera soluzione per fronteggiare questa pesantissima
situazione è il rinserimento della popolazione nel
suo normale assetto sociale ed economico.
Collaborare alla ricostruzione del Kurdistan è uno
degli scopi dell'associazione, che in questi anni di attività
ha realizzato alcune spedizioni di solidarietà nei
campi profughi, ponendo in essere anche progetti di scolarizzazione
e di aiuto alla microeconomia contadina, ma soprattutto
ha creato un concreto ponte di solidarietà a prescindere
dalla distanza geografica.
L'operato dell'associazione spesse volte è limitato
ad alcune zone del Kurdistan a causa della lotta politica
e militare dei vari partiti kurdi che rende alquanto difficile
e impossibile il passaggio dei volontari in alcune campi
profughi.
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