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Ritratti di donne curde

L'aspetto gioviale dei loro volti, la tinta bruna, la vivacità dei loro occhi rammentano le selvaggie ninfe dei monti, immaginate dai poeti. Le loro attrattive spiccano in tutta la loro forza dai quindici ai vent'anni. Avvezze alla vita errante fin dalla nascita, acquistano ben presto un indomito ardire: montate costantemente su corsieri senza pari per la velocità, salgono e discendono per le più scoscese colline, sfidano i loro mariti nelle più rapide corse, li seguono, li soccorrono nel periglio della battaglia. Giunte per altro all'età di venticinque anni, i loro vezzi presto svaniscono, e mentre la tempra dei loro corpi è fatta più robusta pei disagi della vita nomade, i loro visi più non presentano quei caratteri di vaghezza che le facevano poco prima altrettante fiere beltà. Il loro modo di vestire piuttosto negletto e più simile a nudità, la poca cura nell'acconciarsi le lunghe treccie di capelli che non di rado loro arrivano fino in fondo della persona, a primo aspetto poco piacciono allo straniero, avvezzo alle dorate sale d'Europa.
Come l'altre orientali, le donne kurde hanno il costume di tingersi in rosso le unghie delle mani e dei piedi mediante il preparato assai in uso della hinnà-hinnà. Si tingono eziandio le sopracciglia con antimonio e con altri preparati, in guisa da formare quasi intieramente un arco nero sulla loro fronte. Il medesimo colore pur distendono sulle palpebre, e ne fanno risultare due linee curve, che, andando a congiungersi sull'osso temporale, danno all'occhio la forma tanto apprezzata della mandorla.
Il più ricco ornamento, di cui sogliono fregiarsi le donne kurde, consiste in una collana di antiche monete d'oro infilzate, che risuonano ad ogni loro movimento. Le più ricche talvolta se ne fanno un cerchio, che loro circonda il capo all'altezza della fronte a guida di diadema, e così strettamente unite l'una all'altra, che non se ne vede che l'orlo. Né ciò ancor basta, ché un'altra filza pure di monete d'oro a modo di fascia si fan passare sotto il mento, e l'assicurano sul capo. In generale, la ricchezza in danaro d'una famiglia kurda si può calcolare dalle monete d'oro che ogni donna porta sopra di sé per adornarsi. Esse sono come una cassa ambulante di deposito o di risparmio. Questo costume è proprio anche degli Armeni tanto del Kurdistàn, quanto degli altri paesi dell'Asia ottomana.

Mirella Galletti

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