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La Campagna di adozioni a distanza in Kurdistan
La campagna di adozione a distanza di famiglie e di bambini
orfani kurdi nasce con lo scopo di aiutare i campi profughi
e i villaggi del Kurdistan, dopo la deportazione e il massacro
di migliaia di persone.Per lunghi anni lo sterminio dei
Kurdi si è consumato nei singoli stati (Iraq, Iran,
Turchia e Siria). Questa iniziativa vuol rispondere in modo
concreto alle richieste di aiuto e di solidarietà
del popolo kurdo che si trova in un momento molto drammatico..
Fino ad ora sono state adottate più di 60 famiglie
che vivono nei campi profughi di Dara tu, Shorosh,Takia
e Smud in condizioni d’estrema necessità. L'campagna
di adozioni ha lo scopo di garantire al maggior numero di
famiglie profughe in Kurdistan un fondo finanziario minimo,
sufficiente alla loro sopravvivenza. I criteri generali
d’adozione sono stati concertati con i membri della
sezione kurda di Azadì. All'interno di ogni campo,
le famiglie che vengono adottate sono quelle più
bisognose di sostegno economico. Vengono aiutate le famiglie
dei "Martiri", i caduti della lotta di liberazione,
e gli scomparsi in seguito all'operazione Anfal. Esse sono
segnalate da organizzazioni locali di volontariato e solidarietà
e dai membri del comitato Azadì in Kurdistan.
Per adottare una famiglia occorre versare una quota minima
mensile (attualmente fissata in 13,00 Euro) all'Associazione
per un periodo di almeno un anno. Si possono adottare una
o più famiglie. L'associazione Azadì raccoglie
le quote mensili in sede locale e le farà pervenire
al comitato Azadì in Kurdistan. Membri del comitato
consegneranno direttamente le quote alle famiglie "adottate"
. La presenza di una sezione kurda del comitato è
indispensabile per stabilire un contatto diretto e continuo
tra le famiglie e i loro sostenitori, attraverso lo scambio
di lettere, fotografie e piccoli doni, ecc.
Nel viaggio del 1996 in Kurdistan le lettere sono state
sequestrate dalla polizia, ma il nostro obiettivo è
di continuare ad aiutare le famiglie kurde nei villaggi
e nei campi profughi, garantendo così la loro sopravvivenza.
Gli aiuti sono anche destinati all’acquisto di libri
e quaderni per i più piccoli, perché è
necessario dare continuità anche alla lingua e alla
cultura del popolo kurdo.
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