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L'uso delle armi chimiche in Kurdistan

Il Protocollo di Ginevra del 17 giugno 1925, in vigore dal 9 maggio 1926, ha sancito "il divieto dell'impiego in guerra di gas asfissianti-tossici e similari e di mezzi batteriologici". L'Iran, i'Iraq e la Turchia hanno aderito a tale protocollo, ma non hanno esitato ad usare le sostanze proibite contro la popolazione civile del Kurdistan. La Turchia, per esempio, ha usato le armi chimiche contro la rivolta di Dersim nel 1937 e ultimamente nel 1989 contro le resistenza kurda nella zona di monte Cudi. Secondo alcune notizie anche l'Iran dal 1979, in numerose occasione, passate inosseravate, le ha usate contro il movimento kurdo.

Il caso più eclatante è l'Iraq che ha usato le armi chimiche su larga scala sia contro la resistenza, che contro la popolazione civile kurda. dal 15 aprile 1987 al 2 agosto 1988, il regime iracheno ha bombardato massicciamente le regioni kurde con armi chimiche in 25 diverse occasioni. Solo nella città di Halabja, che aveva più di 70.000 abitanti, il 16-17 marzo 1988 i gas asfissianti, tossici hanno ucciso più di 5.000 persone e causato 10.000 feriti.

Il protocollo di Ginevra fa presente che "l'uso in guerra di gas asfissianti, tossici o similari, nonché di tutti i liquidi materiali o procedimenti analoghi è stato giustamente condannato dall'opinione pubblica generale del mondo civile". Il governo iracheno, non solo secondo le fonti kurde, in diverse occasioni ha usato anche armi batteriologiche. Anche dopo il cessate il fuoco fra Iran e Iraq, questo ultimo ha continuato ad usarle.

Nell'agosto 1988, mentre erano in corso le trattative di pace fra i due paesi, l'Iraq sferrò una larga offensiva con armi chimiche contro le zone controllate dalla resistenza kurda. Decine di migliaia di civili vennero ammazzati, centinaia di migliaia fuggirono in Iran ed in Turchia. Il numero delle vittime è incerto, ma solo durante gli attacchi dell'agosto-settembre 1988, come ha rivelato una commissione di inchiesta del Senato Statunitese, "potrebbero essere centinaia di migliaia". Il divieto di uso di queste armi nel corso degli anni è stato riconfermato più volte con una decine di risoluzioni dell'Assemblea Generale delle NU e del Consiglio di Sicurezza delle NU, anche con il voto favorevole degli stati che controllano il Kurdistan.

Intanto neanche l'assemblea generale delle NU che prende spesso posizione su ogni questione ha richimato l'Iraq affinchè cessasse l'uso di armi chimiche contro la popolazione civile del Kurdistan. Solo alcuni paesi occidentali nel settembre 1988 hanno chiesto al Segretario Generale dellONU di prendere una "iniziativa personale"in merito alla questione. Il Segretario Generale ha nominato una commissione di inchiesta da inviare in Iraq. Quest'ultimo ha rifiutato di accogliere tale commissione col pretesto di "un ingerenza negli affari interni". La commissione d'inchiesta in seguito non ha potuto compiere il suo lavoro e non ha ottenuto alcun risultato.

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